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Giocando ( … al massacro)

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Giocando (…al massacro)
Il loro primo sguardo stabilì che avrebbero giocato insieme, il loro primo sguardo fu un incontro di forze che esigeva inevitabilmente una sfida. Così, quasi ipnotizzati si trovarono in un attimo al tavolo uno di fronte all’altra. Quello sguardo aveva stabilito anche le regole del gioco, un gioco che richiedeva concentrazione, intelligenza, psicologia, sensibilità, passionalità, fantasia, coraggio e chiaramente fortuna. Cominciarono, e il gioco si rivelò subito eccitante, entusiasmante, azzardavano piccole mosse, piccoli attacchi per studiare le reazioni dell’altro, per poi impostare una strategia più complessa. Quasi subito successe qualcosa che ebbe poi una certa rilevanza: lei venne chiamata al telefono, dovettero così interrompere un attimo il gioco, lui, non vedendola tornare subito, cominciò a fare strani pensieri, ebbe paura che lei non avesse più voglia di giocare o peggio che si stesse mettendo d’accordo per giocare con qualcun altro. Ma dopo un po’ lei tornò dicendo che sua madre l’aveva chiamata per ricordarle alcune cose, lui fece finta di crederle ma rimase col dubbio. Il gioco comunque continuò intenso, entrambi desideravano che durasse più a lungo possibile perché si stavano divertendo e perché sarebbe stata più entusiasmante la vittoria. Giocarono, giocarono, diventò quasi un vizio, una malattia, una necessità e giocando finirono col perdere la cognizione del tempo. Giocarono tanto, fino a quando un giorno successe una cosa incredibile: incrociando il loro sguardo, quasi non si riconobbero, non c’era più forza nei loro occhi come se fosse stata assorbita nel corso del gioco o presa da una mano misteriosa. Si bloccarono un attimo, poi di colpo capirono. Provando un profondo amore capirono che giocando si erano dedicati la vita a vicenda ed erano così invecchiati insieme. Si trovarono di fronte ad una vera intimità così profonda e sensuale da escludere tutto il resto, la conquista, la vittoria, la sconfitta. Si abbracciarono, coscienti di abbracciare tutta la loro vita insieme e risero trovandosi simpatici.
Non era più possibile vincere o perdere, ma solo partecipare.
Giovanna Mangiaracina

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