CLICCA SULL'ARTICOLO E LEGGILO ANDANDO IN FONDO ALLA PAGINA


 

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Una leggerezza assai speciale
 18 Maggio 2016 
Una leggerezza assai speciale vela lo sguardo di chi desidera fortemente amare ma, il più delle volte il significato della parola amore assume le vesti di un abito fuori luogo, perché soggiace quasi sempre alla confusione con il bisogno di ottenere ciò che si desidera. Basterebbe smettere di desiderare, ma non è possibile…
Si aggirava per stradine che conosceva benissimo come uno straniero indeciso sul percorso, inconsapevole di dove stesse andando, nella speranza di trovare una riposta alle sue solite domande.
I negozianti della zona lo scorgevano spesso affondare con il naso nelle loro vetrine e rimanevano per un attimo speranzosi prima di vederlo definitivamente sparire tra la folla della città. Un pomeriggio era entrato nel negozio del fruttivendolo, e dopo aver a lungo fissato le cassette di frutta se n’era andato mugugnando delle improbabili scuse.
Attraversava quei vicoli sempre alla stessa ora del mattino e rientrava sempre alla stessa ora della sera sbandando in cerca di qualcosa o di qualcuno, prima di infilarsi nell’ampio portone dov’era andato un anno prima ad abitare. Il portiere ce l’aveva con lui perché la ragazza con cui era entrato in casa da inquilino se n’era andata via due mesi dopo, in una gelida sera, piangendo, e non era tornata.
Usciva dal palazzo per andare a prendere i giornali al mattino prestissimo e poi rientrava a casa a fare colazione. Scendeva più tardi di corsa perdendosi nella folla della metropolitana verso un’altra zona della città.
Una sera verso la fine della primavera, venne a prenderlo una donna e il portiere disse di non averlo più visto rientrare per dieci giorni di fila. Riapparve una mattina, scarmigliato, con la barba sfatta e gli occhi pesti, una sigaretta spenta tra le labbra e l’aria del cane bastonato.
Giuliano aveva quarantaquattro anni quando lo incontrai mentre andavo a consegnare gli ultimi bozzetti per la scenografia di un lavoro trito accettato soltanto per necessità. Mi guardò dritto negli occhi e, prima che io potessi distogliere lo sguardo eravamo davanti a una tazza di caffé nel bar della galleria completamente rimodernato.
Aveva una maniera di conquistare l’attenzione direi soffice e determinata. Poneva domande su argomenti che sfiorandomi m’incuriosivano, con la piacevole saggezza dell’umorismo e riusciva a tenermi inchiodata, mio malgrado, nonostante il poco tempo a disposizione e nessuna voglia di lasciarmi andare.
Pensai a mio figlio che dovevo andare a prendere a scuola di lì a poco, e per la prima volta da tanto tempo lo vidi sorridente e fiero, come desideravo che fosse e come raramente era dopo la mia separazione dal padre.
Giuliano aveva la capacità di dare il tono giusto alle mie emozioni e fu con incredulità e spavento che pensai questo salutandolo in fretta sulla soglia del bar.
Nel giro di mezzora nonostante la mia apparente reticenza, Giuliano sapeva già molte cose della mia vita e io avevo recepito di lui quasi soltanto il nome, un nome assai famoso. Non fu senza meravigliarmi di me stessa che accettai il suo numero di telefono dimenticandolo poi, in una concolina di ceramica piena di bigliettini da visita di fornitori mai interpellati.
Era la fine dell’estate, Francesco era tornato a scuola e io stavo dipingendo quando il telefono squillò.
Ciao sono Giuliano…
Avrei avuto voglia di dirgli Giuliano chi? Ma nella sua voce c’era una determinazione seducente che impediva di replicare, si poteva semplicemente assecondarla e ascoltare
Ciao Giuliano a che devo la tua telefonata?
E’ trascorso quasi un anno e non mi hai ancora chiamato
Be’ non credevo di essere obbligata a farlo…
No, infatti, ma io ci speravo…
Quando un uomo riesce a farti ridere con spensieratezza può metterti seriamente nei guai, così soffocai la risata
Non ne ho avuto il tempo…
Sincera?
Bè sì, cioè no, scusami non volevo essere scortese… ho avuto molto lavoro da fare e poi le vacanze con mio figlio, e la casa e il catalogo di una mostra…
Va bene ho capito…
Era sinceramente deluso, non so per quale ragione, Guliano era uno scrittore affermato, e anche se conduceva una vita da recluso, avrebbe potuto avere tutte le donne che voleva ai suoi piedi se soltanto avesse voluto aprirsi alla vita, ma la sua chiusura era il prezzo da pagare, mi aveva detto quando ci eravamo conosciuti al bar della galleria.
Rifiutava gli inviti, le prime, le interviste, le apparizioni televisive. In compenso ogni suo libro, un uscita ogni tre anni circa era un successo editoriale strepitoso sia da parte della critica sia del pubblico. I suoi libri erano tradotti in quasi tutte le lingue, non c’era angolo della Terra dove non potesse fare conquiste.
Il fatto è che ti trovo interessante anche a distanza di un anno e anche se ti ho incontrata una sola volta….
Ma davvero?
Trovo interessante che tu non sia affascinata dal mio successo…che non mi cerchi, trovo che sei una donna donna vera, di quelle che non esistono più…
Giuliano non mi metteva a disagio, anzi mi risparmiava un sacco di inutili parole
Hai provato all’estero?
Spiritosa… chiedo troppo se ti invito a cena?
Chiedi poco, ma preferirei venissi tu da me, non mi va di escludere mio figlio, ceniamo sempre insieme. È la prassi…
Va bene stasera?
Facciamo domani.
Va bene, domani…
Trascorse una giornata intensissima, mi chiamò un regista importante per propormi la scenografia di uno spettacolo che consideravo bellissimo, finalmente. Andai a prendere Francesco a scuola al colmo della felicità e dopo aver fatto uno spuntino, andammo a sdraiarci al sole nel parco dove lo portavo sin da quando era piccolissimo. Gli spiegai per filo e per segno il mio prossimo lavoro, l’importanza di realizzare quella scenografia, la mia gioia di poter affrontare con serenità il lavoro che più amavo con un testo che rappresentava per me il massimo. Il pomeriggio trascorse poi al telefono organizzando il lavoro per la settimana successiva. Quando squillò il campanello di casa intorno alle otto mi resi conti di aver dimenticato completamente l’invito fatto la sera prima a Giuliano, Francesco andò ad aprire la porta mentre ero al telefono
E tu chi sei?
Sono Giuliano, ciao, ma forse ho sbagliato giorno…
Mi precipitai sull’uscio di casa
Entra, entra, scusami, ma…mi ero proprio dimenticata…
Giuliano era elegantissimo e contemporaneamente molto semplice, non fece una piega entrò porgendomi una bottiglia di vino pregiatissimo, un CD Rom per Francesco e fece i comlplimenti per la casa.
Siediti, ti prego,…Francesco ti farà compagnia…
Avevo un’insalata, del formaggio, delle uova, alcune fette di una pizza rustica preparata il giorno prima, dell’ottimo vino, pane integrale,
Devi scusarla, ma sai, è stata tutto il giorno indaffaratissima
In CD piacque moltissimo a mio figlio: si trattava della registrazione di un concerto in memoria di Bob Marley
Apparecchiammo la tavola con l’aiuto di Giuliano che ci girava intorno con l’aria di chi vuol darsi assolutamente da fare.
Poi cenammo allegramente, sembrava ci conoscessimo da tanto tempo, era una sensazione piacevolissima, unica, che ci univa in una complicità fraterna, Francesco era sereno e per la prima volta non fece scenate di gelosia, anzi si alleava con Giuliano disquisendo di musica, di astronomia, che era la sua passione e ovviamente di…calcio
Giuliano alzò il bicchiere invitandomi a a fare altrettanto
Brindiamo al tuo nuovo lavoro
Persi di vista Giuliano ancora una volta, perché quel lavoro fu durissimo, impegnantivo e risultò un grande successo personale oltre che di pubblico. Dalla fine dell’ultima rappresentazione non mi capitò mai più di rimanere dei periodi di tempo senza lavoro perché me ne proponevano due o tre contemporaneamente così potevo scegliere quasi sempre ciò che più mi piaceva e a volte, sceglievo di fare semplicemente delle vacanze con mio figlio che nel frattempo aveva terminato la scuola, si era iscritto all’università ed era andato a vivere da solo seppure molto vicino a me che cercavo di controllarlo senza fargli pesare la presenza di una mamma apprensiva e opprimente.
Dell’assenza di Giuliano non mi accorsi neanche, presa com’ero dagli esami di Francesco, l’allestimento di una mostra, il trasloco al mare. Mi arrivò una telefonata. Parto – mi disse e non torno più. Pensai che stesse scherzando, non detti peso alle sue parole se non molti mesi dopo disegnando i bozzetti di Favola. Pensai che Giuliano avrebbe dovuto esserci questa volta, e che in fondo era stato lui a riconoscere che ce l’avrei fatta e mi aveva incoraggiato a non abbandonare il sogno. Andai a trovare Francesco e mi resi subito conto che stava ascoltando il concerto di Bob Marley che Giuliano gli aveva regalato.
Non s’è più visto da tanto, chissà dove si sarà cacciato…
Forse ha una donna…
Forse…
Provo a cercarlo, che dici?
Provai a cercarlo senza riuscire a scoprire dove potesse essere andato in quei mesi e improvvisamente mi resi conto che non sapevo niente di lui, stava senz’altro scrivendo…

Condividi ...

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

L’arte di tornare a sperare

 19 Maggio 2016 

Pensandoci, non per forza…

Non era ben chiaro neanche a lei dove volesse andare, non trovava una logica che spingesse i personaggi all’azione. Di fronte alla morte ognuno taceva godendosi finalmente il silenzio, mentre si affannava ad ascoltare una voce interiore, forse persa sulla strada o chissà dove in un luogo affollato. Avevano un appuntamento e avevano tergiversato: minuti inafferrabili, lunghi pomeriggi e notti brevissime. Avevano sognato e si erano lasciati andare sull’onda di un pensiero assoluto. Pianti di rabbia.

Si colmò di una collera feroce e impotente, inferse colpi assassini sulla ferita, scagliò pietre e ruppe vetri, anche lei volò basso per la paura di scegliere che cosa fare. Visse difficoltà, giorni di lotta strenua rendendosi conto della sofferenza e del dolore. Abbandonò per sempre le pagine della sua vita. E pian piano si lasciò andare a quel vuoto spaventoso.

Il lungo giorno trascorso in una feroce fame d’amore la fece da padrone nel cuore sballottato a destra e a manca alla ricerca della pace, di presenze generose e di umana solidarietà. I buoni propositi si dissolsero nella battente pioggia, nel sapore di niente e d’indifferenza a ciò che le accadeva. Intraprese una strada inconsueta accettando di dover imparare la pazienza, mai abbastanza, la mai rassegnata arte di tornare a sperare.

Sarebbe superfluo in questa fase soffermarci ancora una volta a pensare come nella prossima esistenza farli di nuovo incontrare, ciò che potrebbero dirsi, il luogo da cui provenivano, se questa volta volta erano digiuni, laceri o stanchi.

Condividi ...

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Poi/etica/poi /e/sia
 19 Maggio 2016 
Agito un tumultuoso tentativo di confronto,
onde che mischiano schiuma al vento.
Scopro i malumori viziati
gli occhi arrossati dal sole appannati
infossati nel ridicolo e tragico susseguirsi degli eventi.
Allo stremo delle forze,
se ciò che dico mi accontenta
distolgo l’esanime lavorio incessante
del rivoltarsi nelle tenebre.
Ai potenti e gli aventi diritto
un sorriso di stelle piovute dal cielo,
nel gelido fiato che spegne l’inverno,
un vaso ricolmo di gioia
infinita.

Condividi ...

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Magone, grugno, ghigno
 19 Maggio 2016 
Concedi le ali al cielo,
e solleva una pioggia
di fuoco, bagna la sera di candida luna,
nella strada che assale
la magia che sorprende.
Vita lasciata correre
a perdifiato,
lamento evocato apri il coraggio
e naviga scivola lento, sereno,
amore che non perde un treno.
Eloquente frammento di vita
posato
sullo scoglio contando le ore
oso mirarti d’attacco.
Levigato negli angoli bui,
vola lieve e
viene dappresso
il canto
di un vento che spiega le ali.

Condividi ...

Pagina 1 di 7

I più letti

26 Gennaio 2019
24 Gennaio 2019

Cerca

Visitatori

Abbiamo 337 visitatori e nessun utente online

© 2020 GIOVANNA MANGIARACINA. All Rights Reserved.
Antico Parco del Principe, via S. Pietro 14, 80063 Piano di Sorrento (NA), Italia
Mobile: +39 333 3595391 - Fisso: +39 081 5333016 - Mail: info@giovannamangiaracina.it