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In viaggio per Santana

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In viaggio per Santana

30 Marzo 2016

Il cielo ha dato spettacolo di sé sparpagliando una miriade di nuvole soffici e a strati, bianche e spumeggianti o nere e cariche di pioggia.
L’inverno sembra lontano, radenti raggi di sole s’infiltrano a squarciare l’aria illuminando l’asfalto di scie dorate.

Il viaggio è ineffabile per ognuno di noi che conversa con le nubi ricamate dal sole. Nell’abitacolo la musica sintonizza il conducente su di un andamento nostalgico e induce a stravaganti imbarazzi e profonda comunione. Entrambi consapevoli della nostra perfetta estraneità, rigorosamente silenziosi al cospetto della vita che ci degna di essere attraversata ogni minuto.
Seimilaquattrocento chilometri macinati nel vento e la determinazione di non tornare sui passi, per portare indietro soltanto molto poco di ciò che è stato e quasi nessun commento.

Non posso dire di aver usato parole per affascinare il giorno e non posso dire di aver piegato il vento che opprime il nostro sguardo fisso sulla strada. Non posso dire di avere voluto semplicemente farmi toccare da una esperienza che sia dimenticare me stessa, un errore.
E non c’è il pericolo di cadere nella trappola nel compromesso dei ricatti giustificati da ore che non ci appartengono.
Pedaggio effettuato.
Il cuore vuole andare, ma il conducente ignora lasciando spazio soltanto a soffici disegni alati, nuvole a profusione, origami di sogni sfuggiti dalle mani, confusi nelle ore che scendono verso il buio della sera.

Quando il nuovo giorno appare, la luce si posa ancora sulle nostre facce stralunate e irradia arcobaleni decisi, totali, contrastanti con l’ostinato presagio di un potere nefasto.

Con l’insperata gioia che ci assale vedendoci scavalcare ogni possibile altrove il cuore batte e la mente prepara dissacranti bugie.
Vento forte che torna a trionfare e il sole radioso dopo giorni di pioggia, così adesso il tempo è mite, bagnato di oceano, con i colori dell’inverno e un silenzio soffice e umido di strade lasciate andare.

Alla fine siamo partiti lasciandoci scorrere nel film spettacolare dell’impetuoso fluire di ricordi.

Aquilotti, cuccioli che provano i primi agguati, l’azzurro limpido e stemperato nelle nubi appese nel cielo azzurro, batuffoli morbidi di soffice neve o panna e tutto il verde che possiamo desiderare.

Breve momento di pausa tra un acquazzone e l’altro.

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