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Il sogno di un mondo lontano

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Il sogno di un mondo lontano

3 Aprile 2016 

Sono un viaggiatore e provengo da mondi molto lontani. Mi hanno parlato di un paradiso senza eguali, un luogo di prosperità e di pace, di inverosimile bellezza, pari ad un sogno realizzato. E ci si approda soltanto via mare: grandi traghetti attraversano senza sosta il maestoso golfo, trasportando viaggiatori e merci a ritmo sostenuto fino a grandi chiatte galleggianti e poi da lì, con piccoli aliscafi in tutti i porti. Un andirivieni continuo da un lato all’altro. Potevo dunque arrivare soltanto via mare nella meravigliosa Costiera Amalfitana, nell’incantevole Sorrento, a Nerano, Massa Lubrense, poi nell’altro golfo, di Salerno, con il suo stupore, Positano, Amalfi, Atrani. Giunto così a Sorrento, mitica terra delle Sirene e luogo di antichissime limonaie, scoprii che queste sono protette al pari di opere d’arte, come tutto il resto della natura e delle antiche costruzioni frutto della commistione di Madre Terra con l’ingegno dell’uomo. Da Sorrento, con economico biglietto, attraversai piccoli cancelli immersi nel verde, camminando in una serie interminabile di tapis roulant alimentati ad energia solare, che scorrono silenziosissimi tra le piante secolari.

Mi inebriai della natura, giunsi alle piattaforme nascoste da immense bouganville agli ascensori, che portano agli alberghi lussuosi, ma anche nei luoghi più reconditi e selvaggi rimasti intatti come nei secoli passati. Scivolando su tapis roulant o comode scale mobili regna sovrano il canto degli uccelli, che inonda la terra e il cielo lasciando spazio alla vista immacolata, al profondo ascolto, ero immerso nei profumi inebrianti di un paesaggio mozzafiato.

E’ questo il paradiso: ogni specie vivente è protetta con ferrea volontà dall’uomo, è sopravvissuta all’epoca industriale ancora nella stessa beatitudine del tempo più remoto. Sembra incredibile ma la popolazione, anzi la cittadinanza, ha voluto da molto tempo proteggere e preservare la natura sapendo bene che nessun turista, per quanto benestante, può portare più ricchezza di quella che già la natura del luogo possiede da tempo immemore. Opponendosi infatti con fermezza ad ogni tentativo di sfruttamento colossale, la cittadinanza dicevo, ha deciso che ogni anfratto di roccia esista com’era e di custodirlo con amore. Ho scoperto leggendo le innumerevoli guide che hanno voluto e saputo opporsi al trasporto di merci e persone su mezzi inquinanti, hanno detto no! E con fermezza allo spreco assurdo del trasporto su gomme. Infatti, di automobili neanche l’ombra, sparito ogni mezzo su ruote, scomparsi pullman stratosferici, auto, Suv e motociclette.

La gente comune ha strenuamente per viaggiare dovunque soltanto con ferrovie aeree, tapis roulant e ascensori. Così nativi, turisti e viaggiatori si spostano ad una velocità fatta per pensare, adatta a questa poderosa natura, sia per villeggiare sia per andare a scuola o a lavorare. Sono rimasto esterrefatto, inebriato dai profumi di questa terra misteriosa, calda e ospitale, ed è stato come un gioco attraversare ogni luogo al pari di un volo e dove bambini e anziani conversano sottovoce per non perdere neanche una nota di tanta superba natura. Quanta gioia e che emozione salire con la ferrovia aerea la dorsale dei Monti Lattari e dall’alto della cima -come facevano un tempo con il drone- la portentosa e intatta macchia mediterranea. E poi alla fine, giù verso verso il più selvaggio mare, dove enormi chiatte ancorate alla scogliera permettono di sdraiarsi o passeggiare prima di tuffarsi nell’immenso incontaminato azzurro del mare.

Viaggio straordinario! pensavo così tornando a casa nel mio universo lontano molti mondi e dentro di me intatta la visione delle opere d’arte costruite nei secoli dall’uomo, il canto di autentiche sirene e mi inondava il profumo e il verde della immensa natura con la passione dell’amore. Pensavo così, sono un eterno viaggiatore, non potevo perdere il privilegio di essere stato nella terra dove l’uomo e la natura sono parte di un’unica creazione.

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