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Pasticcio di tagliolini

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Pasticcio di tagliolini
 21 Maggio 2016 
Scandagliando la memoria, Mel non ricordava niente che potesse aiutarlo a capire dove mai era finita la sua ben sperimentata virtù della pazienza. Eppure era una delle sue più facili prerogative, sapeva aspettare, sapeva abbandonare l’ira o l’ansia e volgersi altrove quando le cose si mettevano male. Aveva una ‘insensata voglia di equilibrio’ che lo metteva al riparo dalle emozioni che avrebbero potuto travolgerlo suo malgrado.
Eleonora lo chiamò al telefono perentoria ricordandogli che c’erano almeno un paio di promesse non mantenute, percorsi comuni inevasi, frontiere del rispetto attraversate senza passaporto.
Lei l’aveva sempre fatto sorridere, era la persona che riusciva in qualche modo a sconvolgere la sua integrità e a portarlo facilmente sulla strada dell’emotività minando la sua proverbiale capacità di resistere al tumulto delle passioni.
Era vero da molti mesi le faceva promesse che poi non manteneva. Non era una faccenda voluta, non una presa di posizione, capitava così. Capitava che la fiducia e la stima reciproca lo portassero ad essere azzardato nelle aspettative, nelle decisioni, a fare programmi che poi disattendeva con troppa facilità.
Il tono della donna era stato categorico come mai prima di allora: non avrebbe più accettato nessun genere di promessa, non avrebbe più ascoltato i suoi improbabili programmi, non avrebbe mai più – e aveva sottolineato mai più con un tono assai preoccupante – ascoltato alcunché da lui se prima non avesse portato a termine ogni singola proposizione fatta fino ad allora.
Mel s’innervosì, sentì la pazienza sfuggirgli, non riusciva a ripristinare l’equilibrio che fino ad allora era stato una specie di abito scontato, facile da indossare. Era stupito di questa sottilissima sensazione di panico, la lama di un coltello sembrava infilzata nel suo fegato, pronta a rigirarsi a suo piacimento per dilaniarlo. Pensò all’alimentazione che peraltro non lasciava a desiderare, beveva molta acqua, niente fritture, alcool neanche a parlarne.
Spense la sigaretta, e poi il computer e si alzò dalla scrivania con l’intenzione di cucinare il suo piatto preferito: pasticcio di tagliolini.
In effetti il pasticcio di tagliolini prevedeva oltre all’infornata finale, anche la preparazione della besciamella, insomma un po’ laborioso e lungo e poi soltanto per se stesso. Eleonora aveva declinato l’invito adducendo un mal di stomaco quanto mai sospetto, probabilmente non aveva alcuna voglia di litigare con lui e si era defilata preferendo forse una più tranquilla serata in casa o al cinema con le sue amiche. Dopo aver tirato fuori dal frigo questo mondo e quell’altro, dopo aver preso cinque o sei tra pentolini e tegami, sentì improvvisamente la stanchezza prendere il sopravvento.
Lasciò da parte besciamelle e pasticci, si trasferì nel soggiorno e telefonò al ristorante giapponese sotto casa ordinando alcune prelibatezze che lo avrebbero consolato da ogni preoccupazione. Aspettando la cena comodamente sdraiato sul divano, sentiva ancora la piccola lama infliggersi nel suo corpo, era ansioso, non voleva aspettare, non voleva pensare e non voleva neanche stare sdraiato sul divano.
La porta suonò e in breve fu seduto a tavola, con le prelibatezze davanti a lui e le bacchette in mano. Gli sfuggì un boccone, tentò di riprenderlo e gli sfuggì ancora. Arrossì di rabbia e lasciò la cena alzandosi e andando a letto.
Eleonora non aveva alcuna ragione per essere irritata con lui, tante volte, tra loro e lungo l’arco di un’antica e ben sperimentata amicizia, le parole potevano correre senza dover esser necessariamente corroborate dai fatti e questo non era mai stato motivo di attrito tra di loro, perché mai aveva deciso proprio ora di trasformare le loro solite chiacchierate in promesse solenni?
Probabilmente aveva scatenato una profonda emozione che non riusciva a controllare, si sentiva screditato proprio dalla persona a cui aveva da lunghissimo tempo fatto conoscere gli angoli più reconditi del proprio cuore, questo non lo poteva proprio sopportare. Doveva chiarire con lei, doveva capire perché di questo cambiamento, perché la persona di cui aveva più fiducia gli si era rivoltata contro in ciò che sembrava un vero ignobile tradimento.

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